Gradi gin: ecco i 5 distillati più forti al mondo

Ultimo aggiornamento: 05.12.21

 

Scopriamo quanti gradi ha il gin, cos’è e come viene prodotto, in questo modo avrete una chiara comprensione del distillato prima di passare alla presentazione dei cinque prodotti con volume alcolico più alto al mondo.

 

Gin cos’è

Il gin è un distillato realizzato a partire dai cereali. Solitamente, per la sua realizzazione si utilizzano il frumento e l’orzo, aromatizzati poi con diverse botaniche a seconda del sapore e degli odori che si vogliono ottenere.

 

Come si produce il gin

Secondo la ricetta originale, bisogna utilizzare bacche di ginepro e alcool etilico neutro. Tuttavia oggigiorno sono molte le varianti, ottenute grazie a una selezione di botaniche differenti da parte del mastro distillatore. Al di là del ginepro, che deve essere comunque sempre presente, è possibile trovare radici di angelica, agrumi e coriandolo ma anche cannella, cardamomo e liquirizia. Questa grande varietà si riflette poi anche nella catalogazione e classificazione dei vari gin che l’Europa ha suddiviso in quattro categorie principali: il gin, gin distillato, london gin (che può essere anche dry) e infine aromatizzati.

Per la produzione vera e propria, l’antica ricetta prevedeva di iniziare con la distillazione dei cereali, i quali ne subivano una seconda che faceva passare i vapori in contenitori dove si trovavano le botaniche. Il metodo è stato poi sostituito con la macerazione diretta delle botaniche in alcool. In base al produttore e al distillatore, il prodotto finale può passare un periodo variabile di affinamento in botti di legno, pratica poco comune ma utilizzata in alcuni casi per offrire un distillato con aromi più complessi e differenti. La distillazione deve avvenire negli alambicchi di rame, discontinui o continui a seconda della quantità da produrre.

Gin gradi e tipologie

Vi sarete sicuramente ritrovati spesso a cercare quanti gradi ha la vodka o gin gradazione, terminologia specifica volta a scoprire quanto può essere forte uno specifico alcolico, vediamo dunque insieme qual è il volume alcolico del gin.

Il gin classico deve avere un volume alcolico pari ad almeno 37,5%, senza ulteriore distillazione dello spirito rettificato. Il gin distillato, invece, proprio come suggerisce il nome stesso della categoria, subisce una distillazione aggiuntiva con bacche di ginepro e botaniche, anche in questo caso deve avere un volume alcolico del 37,5% o superiore. Un esempio di gin distillato è il celebre Plymouth, realizzato esclusivamente nella cittadina inglese e diffuso in tutto il mondo.

Il London è come un gin distillato ma c’è una variante molto importante di cui tener conto, ovvero non è possibile aggiungere aromi. Sebbene il nome richiami la capitale del Regno Unito, in realtà questo può essere prodotto ovunque e l’aggiunta della dicitura “dry”, ovvero secco, significa che c’è un limite massimo di dolcificante aggiunto, stabilito a 0,1 grammi per litro.

L’ultima tipologia è quella dei gin aromatizzati, a cui vengono aggiunti aromi naturali, oli essenziali e altre botaniche che ne modificano radicalmente il sapore e l’odore. Il volume alcolico deve essere del 30%.

 

Gin origine

La storia del gin non è univoca e chiarissima, ma si suppone sia nato nell’Università di Leida, nei Paesi Bassi dove il dottore Franciscus de le Boe Sylvius riuscì a carpire i segreti benefici delle bacche di ginepro. Realizzò quindi un elisir chiamato Genever, venduto come cura miracolosa per dolori ai reni e allo stomaco.

Dal 1618 al 1648, ovvero durante la guerra dei trent’anni, i soldati olandesi utilizzavano un tonico alcolico molto simile per infondersi coraggio durante le battaglie. Il gin riuscì a farsi strada fin nel Regno Unito, dove divenne popolare quando Guglielmo III d’Orange vietò l’importazione di cognac dalla Francia e diede il via alla produzione interna, favorendo la popolarità del distillato.

 

Distillati più forti al mondo

Gin e vodka non hanno generalmente una gradazione alcolica eccessiva, tuttavia esistono alcuni distillati specifici afferenti a queste categorie che hanno portato il volume alcolico a più del 90%.

Per quanto riguarda il gin, il più forte al mondo è attualmente Anno Spirits Extreme 95, realizzato da una distilleria inglese. Il volume alcolico è pari al 95% e supera di molto il precedente detentore del primato, lo scozzese Twin River Distiller che si fermava invece al 77%.

A seguire abbiamo poi la vodka Spyritus, prodotta in Polonia, con un volume alcolico del 96%. Il distillato è stato descritto dal New York Post con le seguenti parole: “è un pugno nello stomaco”. Non sorprende dunque che sia bevuto soprattutto in luoghi molto freddi, come in Siberia, dove è apprezzato soprattutto dai piloti.

Il prossimo alcolico è statunitense e si chiama Everclear, con una gradazione alcolica pari al 95%. Secondo il produttore stesso, non dovrebbe essere consumato senza prima averlo opportunamente diluito con altri ingredienti per abbassarne il grado alcolico. Viene utilizzato anche come disinfettante casalingo poiché non è tossico ma è in grado di uccidere batteri in modo efficiente.

Bruichladdich Quadrupled Whisky può sembrare uno scioglilingua ma è in realtà il whisky single malt più alcolico sul mercato, con un volume pari al 92%. Il metodo di realizzazione, tutto scozzese, è antico e risale al 1600, garantisce al distillato aromi unici nonostante l’alta gradazione e si possono avvertire note di frutta ed erba, con note finali speziate e pungenti.

L’assenzio, anche conosciuto come la “fata verde”, non poteva mancare nella nostra classifica poiché già ritenuto di norma uno degli alcolici più forti sul mercato. Il prodotto Hapsburg, Gold Label Extra Strong Absinthe, ha una gradazione alcolica del 89,9%, tale da sconsigliarne il consumo liscio, senza mescolare il prodotto ad altri ingredienti.

Questi sono solo alcuni dei distillati più forti al mondo, ve ne sono molti altri che rientrano soprattutto nella categoria di gin e vodka. Non troverete sicuramente un liquore al melone o altri prodotti pensati per un consumo occasionale, per poter affrontare questi drink bisogna innanzitutto saper bere, con coscienza ed esperienza, sono quindi sconsigliati per gli utenti che non hanno mai assaggiato un distillato che rientra in una gradazione alcolica tollerabile.

 

 

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