Il miglior Sake

Ultimo aggiornamento: 06.08.20

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Le nostre selezioni dei migliori Sake

 

Questa bevanda giapponese potrebbe essere ancora un mistero per alcuni consumatori, per questo abbiamo deciso di stilare una classifica dei migliori sake del 2020, affinché possiate selezionare il prodotto maggiormente adatto alle vostre esigenze. In basso trovate la nostra selezione, effettuata tenendo conto del grado di soddisfazione degli acquirenti, che vi aiuterà a capire quale sake comprare.

 

1. Gekkeikan Sake Vino di Riso 750 ml

 

In prima posizione troviamo subito il sake più economico della nostra lista, realizzato dal brand Gekkeikan che ha una lunga storia alle spalle e le cui origini si possono far risalire alla metà del diciassettesimo secolo. Le bottiglie per il mercato internazionale sono prodotte negli Stati Uniti, precisamente in California, seguendo comunque la tradizione giapponese. 

Per un primo approccio con la bevanda, potrebbe rivelarsi il prodotto adatto, soddisfacente sia il consumo freddo, sia quello caldo anche se alcuni consumatori preferiscono usarlo per cucinare, magari per la realizzazione di qualche pietanza dal gusto orientale.

Se avete una certa esperienza in materia di alcolici e state cercando un sake da degustazione, o per fare un regalo e sorprendere un vostro amico, allora potrebbe non essere la scelta migliore e sarete costretti a incrementare il budget a disposizione, puntando a bottiglie un po’ più raffinate sia per quanto concerne la presentazione globale sia il sapore vero e proprio.

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2. Gekkeikan Horin Hunmai Daiginjo Ultra Premium 720 ml

 

Tra i sake venduti online spicca sicuramente questo Horin Junmai Daiginjo, prodotto sempre dell’antica azienda Gekkeikan per il mercato internazionale. Rientra nella categoria di sake realizzati con una quantità di riso raffinato pari ad almeno il 50% e fermentato a basse temperature con koji, per conferirgli note fresche e fruttate e rilasciare al palato aromi dolci di melone e caprifoglio. 

Accompagna al meglio piatti a base di pesce e può essere consumato anche al termine di un pasto, servito preferibilmente a temperatura compresa tra 5 e 15° C. La presentazione della bottiglia è impeccabile, inserita all’interno di un astuccio nero in cartone con le indicazioni del produttore e il nome della tipologia del sake in caratteri serigrafati dal colore oro. 

Si rivela dunque un’ottima opzione per chi volesse fare un regalo gradito. Il costo, però, è superiore alla media, un fattore da prendere in considerazione se avete un budget contenuto.

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3. Ippongi Denshin Yuki Junami Ginjo 720 ml

 

Questo sake è prodotto in Giappone, per la precisione nella prefettura di Hyogo, e appartiene alla categoria Junmai. Questo significa che è realizzato in modo rigoroso, con regole precise che prevedono non venga aggiunto alcol in alcun momento della lavorazione ma che il tutto sia affidato alla sola fermentazione naturale. 

Sebbene questa lavorazione non preveda una raffinazione minima del chicco di riso, solitamente per i sake Junmai si attesta attorno al 70%. Tutto ciò, come testimonia questo Kiku Masamune, si traduce in una bevanda in grado di garantire un sapore vellutato ma anche di carattere e che rilascia al palato note erbacee e un retrogusto di liquirizia. 

Le caratteristiche del prodotto, proposto nella bottiglia da 500 ml, ben si sposano alla sua degustazione a qualunque temperatura, così da soddisfare sia chi il sake lo gradisce caldo, sia coloro che lo preferiscono a temperatura ambiente, quando non addirittura freddo.  

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4. Hakutsuru Tokubetsu junmai Yamadanishiki

 

Il brand Hakutsuru, letteralmente “gru bianca”, è un’altra eccellenza giapponese nella produzione e distribuzione internazionale del sake, non sorprende quindi la presenza di una bottiglia di Tokubetsu junmai nella nostra lista. Si tratta di un prodotto a cui non viene aggiunta alcuna fonte di alcol e, quello presente, proviene semplicemente dal processo di fermentazione, con una percentuale di raffinazione del riso pari ad almeno il 70%. 

L’ingrediente principale fa parte della categoria Yamadanishiki, proveniente dalla prefettura di Hyogo, nei pressi di Osaka, particolarmente apprezzato dai produttori di sake per la sua elevata capacità di assorbire acqua.

Se siete alla ricerca di un prodotto dal sapore classico, che possa esemplificare tutto ciò che questa bevanda incarna, allora il prodotto Hakutsuru potrebbe rivelarsi un perfetto “entry point”, dal quale poi passare a prodotti sempre più raffinati. Il costo non è eccessivo, collocando dunque questo sake in una fascia intermedia. Secondo i pareri espressi dagli utenti, un acquisto perfetto per il consumo casalingo.

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5. Takashimizu Junmai Nigori Sake 300 ml

 

Il nome del brand proviene dal poggio di Takashimizu, nell’area di Kawashiri dove si dice avesse la sua sede principale il daimyo Satake, signore feudale di Akita. La leggenda narra di acqua estremamente pura, in grado di dare vita a un sake eccezionale. 

Per quanto riguarda la catalogazione del prodotto qui analizzato, rientra nella categoria junmaishu, tuttavia l’aggiunta del termine “nigori” indica che si tratta di un sake solo leggermente filtrato, dall’aspetto quindi più lattiginoso.

Secondo i pareri dei consumatori si rivela un prodotto molto diverso rispetto a quello a cui gli occidentali sono abituati, con note di zenzero e pera, pertanto potrebbe rivelarsi un’ottima aggiunta alla collezione di appassionati ma, allo stesso tempo, essere troppo impegnativo per chi volesse assaggiare un sake per la prima volta. Il prezzo, infine, se consideriamo la quantità di prodotto presente nella bottiglia, è decisamente elevato.

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6. Akashi-Tai Genmai Yamadanishiki sake 72 cl

 

Il produttore Akashi-Tai ha introdotto sul mercato, precisamente nel 2002, un sake che potremmo definire atipico, non è infatti cristallino come ci si aspetterebbe dalla bevanda ma ha un colore ambrato, tendente al marrone, che ricorda molto più il whisky torbato. Tale cromìa è data dall’uso di riso Yamadanishiki, sempre realizzato nella prefettura di Hyogo, ma marrone. 

Per la realizzazione della bevanda viene eseguita una procedura specifica, che richiede una doppia cottura al vapore del riso ed è anche l’unico sake che può invecchiare e accrescere in tal modo le sue proprietà organolettiche. Per questo, ha un volume alcolico lievemente superiore alla media, ovvero 17%, con aromi che si spostano su note pastose di caramello e cioccolato.

Tra le offerte è la più particolare e potrebbe dunque non essere la soluzione migliore per chi si avvicina alla prima volta al sake, tuttavia si rivela un’idea regalo eccellente per un appassionato della bevanda che ha già un’idea ben chiara e potrebbe quindi ampliare i propri orizzonti.

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7. Kiwami Hijiri Ginjyo Omachimai Sake 720 ml

 

Il brand Kiwami Hijiri, fondato all’inizio del ventesimo secolo e con sede a Okayama, fa derivare il suo nome da un’antica poesia e il cui significato potrebbe essere tradotto come “sake di qualità superiore”.

La bottiglia in questione rientra nella categoria Ginjoshu, ovvero il sake ottenuto con una raffinazione del riso del 60% circa e a cui è stato aggiunto un quantitativo di alcol distillato fino a 10%. La varietà di di riso utilizzato è, come si può intuire dal nome del prodotto stesso, la Omachi, tipica di Okayama. 

Al palato si possono percepire note di cereali, mela e prugna, con la tendenza quindi a un sapore dolce, ideale per chiudere un pasto o condividere la bevanda con amici e parenti. La confezione è elegante nonostante il prodotto abbia un costo contenuto, rientrando in una fascia intermedia, può dunque fungere anche da regalo gradito agli amanti del sake.

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8. Verschiedene Sake Katori 90 70 cl

 

Il sake Katori 90, prodotto dalla compagnia Terada Honke nella prefettura di Chiba, è una bevanda leggermente differente da quelle classiche poiché i campi di riso scelti per l’ingrediente principale sono coltivati ad agricoltura biologica. Inoltre, viene utilizzato un antico metodo di produzione chiamato Kimoto, dove il riso e il koji vengono mescolati insieme formando una purea, all’interno della quale dovranno svilupparsi autonomamente i lactobacilli che distruggeranno i batteri non graditi. 

I dipendenti dunque praticano lo yamaroshi, una tecnica di lavorazione intensa con attrezzi in legno per velocizzare il processo di saccarificazione. Se dovessimo effettuare una comparazione, potremmo dunque paragonarla a una sorta di birra artigianale, dove la presenza di lieviti e batteri è maggiore rispetto a un prodotto industriale.

Ottima per pasteggiare anche se potrebbe rivelarsi un po’ troppo acida e intensa per chi non è abituato a questo tipo di sapori, ideale dunque solo se volete assaggiare un prodotto differente rispetto ai sake classici più venduti sul mercato.

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9. Kizakura Bijito Junmai Ginjo 72 cl

 

Se preferite acquistare come vostro primo sake qualcosa che abbia prezzi bassi e un sapore equilibrato, allora la variante ideale è il Junmai ginjo di Kizakura, compagnia attiva nell’area di Kyoto dall’inizio del ventesimo secolo. Come gli altri sake di questa tipologia, utilizza riso raffinato al 60% senza alcun alcol aggiunto, permettendo di assaporare tutte le note tradizionali della bevanda.

Per chi ha un po’ di esperienza potrebbe rivelarsi un prodotto eccessivamente classico e senza alcun guizzo di originalità, tuttavia, va comunque lodata la perfetta esecuzione che permette a chi non ha ancora un’idea ben chiara sul sake, di crearsi una cultura in merito partendo dalle basi.

La bottiglia non è confezionata in classici astucci in cartone o legno ma presenta comunque una chiusura con un fiocco rosso che si rivela soddisfacente anche qualora vogliate presentarla come un regalo. Non sarà il migliore sake sul mercato, ma il costo è nella media e non dovrete quindi spendere cifre superiori alle poche decine di euro.

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10. Ozeki NomoNomo Seishu 2 l

 

Concludiamo la nostra classifica con un prodotto pensato per il consumo quotidiano, usato in Giappone per cucinare ma anche per accompagnare pasti frugali e non. Il rapporto qualità/prezzo è sicuramente notevole poiché parliamo di una confezione da due litri in un contenitore simile a quelli del latte, comodo anche da riporre in frigorifero per conservarlo al meglio grazie alla chiusura con tappo in plastica.

Dal punto di vista del gusto non è però paragonabile alle altre opzioni qui analizzate e se siete amanti della bevanda che vogliono provare sapori nuovi e raffinati potrebbe non essere la soluzione migliore. Se bevuto caldo, riesce però a trasmettere note profumate che ne rendono piacevole la consumazione.

Per scoprire dove acquistare il prodotto, non vi resta altro da fare che cliccare sul link in basso e verrete immediatamente riportati alla pagina del venditore, dove potrete completare la transazione in tutta sicurezza e comodità.

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Origine e uso

 

Storia

In Giappone, con il termine sake si intende solitamente un’ampia gamma di alcolici, si tratta dunque di un termine generico utilizzato in modo leggermente improprio. Il vino di riso fermentato che noi identifichiamo con questo nome sarebbe più propriamente definito con “nihonshu”, ovvero liquore giapponese. Tralasciando però i tecnicismi relativi alla nomenclatura, si tratta di una bevanda con una tradizione millenaria, che ha accompagnato la civiltà giapponese fin dall’inizio, sebbene in una forma leggermente diversa. 

La fermentazione del riso avveniva infatti in seguito alla masticazione praticata da addetti alla lavorazione del prodotto, che sigillavano poi il riso masticato in contenitori. Gli enzimi contenuti nella saliva, uniti a lievito madre, davano vita alla bevanda. Il metodo fu poi perfezionato nel tempo, abbandonando questa produzione di stampo rudimentale quando venne scoperto il “koji”, un enzima presente nelle muffe che sostituì quindi la saliva. 

Solo nella metà del sedicesimo secolo si riuscì però a produrre un sake cristallino come quello tanto popolare oggigiorno mentre le migliorie tecnologiche che furono introdotte nel ventesimo secolo portarono all’incremento della produzione, rendendo il sake una bevanda estremamente popolare sia sul suolo nazionale sia quello internazionale. 

In seguito alla Seconda Guerra Mondiale, però, le distillerie giapponesi che si dedicarono alla ripresa della produzione di sake furono poche e oggigiorno sono meno di 2.000, nonostante oltreoceano la bevanda sia ancora molto richiesta.

Ciononostante, le tipologie di sake e la predilezione tutta giapponese per la suddivisione in categorie ben specifiche, permette di avere un’ampia gamma di prodotti tra cui scegliere: Junmaishu, Tokubetsu junmaishu, Ginjoshu, Daiginjoshu, Honjozoshu, Tokubetsu honjozo shu. La differenza è nella presenza o assenza di alcol distillato e la percentuale di raffinatura del riso che prevede la rimozione dello strato esterno. Se non sapete come scegliere un buon sake facente parte di queste categorie, vi invitiamo a leggere attentamente le nostre recensioni che potete trovare in alto.

 

Mix

Il sake può essere bevuto con diverse modalità, a seconda del gusto del consumatore e della tipologia. Alcuni tipi danno il meglio di sé se bevuti freddi, altri invece potrebbero sprigionare tutto il proprio aroma solo se leggermente riscaldati. Esiste dunque la concezione che non si mescolino in cocktail anche se non è del tutto corretto, poiché il sapore neutro di alcuni sake si presta bene per la mixologia.

Alcuni dei cocktail più interessanti sono per esempio l’Autumn Moon, realizzato con 30 ml di sake, 15 ml di crema di cassis e 15 ml di succo di limone, il tutto shakerato con ghiaccio e poi versato in un bicchiere da cocktail, guarnendo con una fetta di lime.

Dal sapore agrumato è anche lo Shiba Dog, che prevede l’aggiunta in parti uguali di sake e succo di pompelmo , versati all’interno di un bicchiere classico con ghiaccio. Per chi preferisce qualcosa di più tradizionale si può invece assaggiare il Martini con sake, spesso chiamato anche Saketini, con 30 ml di sake, 30 ml di gin, leggermente mescolati con un cucchiaino e a guarnire le classiche olive su stuzzicadenti. 

Le possibilità sono infinite, soprattutto se si dà spazio alla rivisitazione di cocktail classici, come il Sake Mojito, che prevede l’aggiunta di sake alla ricetta classica al posto del rum.

 

Conservazione

Sebbene si tratti di un vino, seppur nato dalla fermentazione del riso, il sake non va conservato in orizzontale come le bottiglie di bianco o di rosso ma in verticale, per evitare dunque che il prodotto venga a contatto con il tappo, alterando il sapore nel tempo. 

Per il corretto mantenimento di tutte le sue proprietà, il sake va posizionato lontano da qualsiasi fonte di calore, possibilmente in un luogo asciutto e fresco. Dopo aver aperto la bottiglia, invece, dovrete trasferirlo in frigo, dove dovrà restare fino alla sua completa consumazione.

 

Valore nutrizionale

Non avendo una gradazione alcolica elevata, l’apporto energetico dato da 100 grammi di sake è contenuto, parliamo infatti di poco più di 130 kcal. Tuttavia, rispetto ai superalcolici che prevedono il consumo di un bicchiere al massimo, il sake con la sua bassa gradazione, solitamente inferiore ai 15 gradi, può portare a un consumo maggiore, che fa così aumentare notevolmente le calorie ingerite, che necessiteranno di attività fisica intensa per essere smaltite correttamente.

Bere responsabilmente

Trattandosi di un alcolico, il suo consumo è vietato a chi ha un’età inferiore ai 18 anni, ma anche gli adulti dovrebbero limitare l’assunzione qualora si ritrovino a dover guidare o eseguire altre attività che potrebbero mettere in pericolo non solo sé stessi ma anche gli altri.

L’assunzione di bevande alcoliche dovrebbe essere sempre limitata poiché hanno un impatto sull’organismo e a lungo andare possono provocare problemi come cirrosi epatica e disturbi cardiaci.

 

 

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