Il miglior vino porto

Ultimo aggiornamento: 25.05.22

 

 

 

 

Le nostre migliori selezioni

 

Abbiamo stilato una classifica dei migliori porto del 2022. Parliamo di un vino liquoroso portoghese famoso in tutto il mondo. Grazie all’aiuto dei commenti di tanti consumatori siamo riusciti a individuare quelli che, almeno dal nostro punto di vista, sono meritevoli di essere assaggiati. Le nostre recensioni sono imparziali e mirate alla vostra soddisfazione in qualità di acquirenti.

 

 

1. Graham’s 10 anni Tawny Port

 

È un Porto dal sapore delicato e raffinato, invecchiato dieci anni in botte di rovere, gradevole da bere dopo i pasti, soprattutto serali oppure in compagnia di un amico che sa apprezzare le cose buone. La selezione delle uve proviene da cinque rinomati vigneti della Valle del Douro, ossia, Quinta das Lages, Quintas dos Malvedos, Quinta de Vila Velha, Quinta do Tua e infine Quinta do Vale de Molhadas, si tratta di vitigni tipici a bacca rossa situati in alta collina, la migliore zona della Valle del Douro. 

Il risultato che si ottiene al termine del lungo processo di invecchiamento è un vino liquoroso con una immensa ricchezza e complessità aromatica. La vostra attenzione verrà immediatamente catturata dal colore ambrato, dai riflessi brillanti ma soprattutto dal sentore di frutta secca, fichi in particolare, e vaniglia. Fin dal primo sorso noterete la notevole persistenza gustativa.

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2. Porto Taylor Late Bottled Vintage

 

Il Porto Taylor è un Late Bottled Vintage (LBV), quindi è stato fatto invecchiare in botte per 4/6 anni prima di essere imbottigliato, ha la particolarità di conservare tutte le sue caratteristiche anche diverse settimane dopo essere stato tappato. Questo vino rappresenta una alternativa di buona qualità ma più economica del Porto Vintage. 

È un prodotto generoso di aromi di ribes nero, fruttato e con dolci note floreali, ha un sapore persistente ed equilibrato: è la perfetta conclusione di un gustoso pranzo o di una cena in piacevole compagnia. Sebbene la bottiglia non presenti un design particolarmente interessante è accompagnata da una confezione che ne fa ugualmente una buona idea regalo gustosa e per nulla cara.

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3. Sandeman Fine White Porto

 

La valle del Douro è terra rinomata per i vigneti e da lì giungono le migliori uve che poi vengono trasformate in questa deliziosa bevanda. Preparato secondo metodi tradizionali, le uve rigorosamente raccolte a mano, grappolo dopo grappolo, vengono fatte macerare con tutta la buccia per estrarne le migliori componenti. Al momento giusto viene aggiunto l’alcool per cristallizzare l’equilibrio tra il corpo del vino e il bouquet degli odori. 

Il Sandeman è un porto bianco secco ma che mantiene la naturale dolcezza. Ha un colore paglierino e un aroma di frutta tropicale arricchito da meravigliose note di vaniglia. Dal sapore leggero, è perfetto per un aperitivo, ottimo bevuto freddo, liscio o con ghiaccio. Da segnalare, infine, il buon prezzo, caratteristica di certo non poco importante e di sicuro stimolo per un porto che di certo non richiede incoraggiamenti per essere sorseggiato, visto che va giù che è un piacere.

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4. Sandeman Ruby

 

Sandeman non è certo tra gli ultimi arrivati, chi beve porto sa di cosa stiamo parlando. Il marchio ha alle spalle una tradizione centenaria e la sua reputazione è rimasta inalterata nel tempo. Il porto Ruby è stato preparato come vuole la tradizione, una proceduta rimasta uguale fin dal 1790 e che è alla base del sapore distintivo di questa bevanda le cui uve, selezionatissime, arrivano dalla Valle del Douro.

Il risultato finale è un vino dal gusto robusto e ricco con aromi di frutti tropicali e deliziose note di vaniglia; ha una gradazione alcolica importante (19,5%). Ottimo come aperitivo è indicato anche per accompagnare dessert, gelati, frutta secca ma anche formaggi e cioccolata. Il meglio di sé questo porto lo dà se servito a una temperatura di 14/16° anche se chi lo ha bevuto a temperatura ambiente ne è rimasto ugualmente soddisfatto.

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5. Porto Tawny Quinta do Noval

 

Vero punto di riferimento della categoria, il Porto Tawny Quinta Do Noval è un vino dolce caratterizzato da un profilo intenso e un gusto molto deciso, dove la componente fruttata la fa da padrona.

Prodotto esclusivamente da vitigni autoctoni della Valle del Douro, nella regione settentrionale del Portogallo, è un ottimo blend di uve Touriga Nacional per il 40%, Touriga Franca per il 30%, Tinto Cão e Tinta Roriz per la restante parte, maturato in botti di rovere per almeno quattro anni.

Il risultato è un Porto dal colore rosso rubino carico, con pronunciati sentori di frutti rossi maturi che si intrecciano a note di cioccolato, caffè e spezie dolci, regalando un caleidoscopio di profumi che muta a ogni olfazione.

Al palato coinvolge con un intrigante retrogusto acido che amplifica il sorso e sfuma su una scia di buona persistenza, con continui ritorni aromatici erbacei e fruttati, impreziositi da un elegante perlage d’imperitura persistenza. Valido sia come aperitivo sia in accompagnamento a dolci e pasticceria secca a fine pasto, è un interessante vino da meditazione che consigliamo di sorseggiare con lentezza dopo un’ossigenazione di almeno trenta minuti.

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6. Graham’S Old Tawny Port 20 Years

 

Oltre a produrre memorabili Porto Vintage con le uve raccolte nella stessa annata, che restano in botte solamente due anni prima della successiva fase di affinamento in bottiglia (dove possono permanere anche per decenni), Graham’s è nota anche per la produzione di un’ottima gamma di Tawnies invecchiati vent’anni.

Il vino oggetto della nostra recensione è un Old Tawny Port 20 Years, composto da una miscela di uve di differenti annate e fatto invecchiare esclusivamente in botti di rovere per un periodo notevolmente lungo.

A differenza dei Vintage non continua a maturare in bottiglia e dopo 2-3 anni in botti di grandi dimensioni prosegue l’invecchiamento in botti più piccole (da 550 litri) per aumentare il contatto con il legno e consentire una maggiore respirazione del vino.

Al naso affiorano decise note di mandorle e nocciole tostate impreziosite da timbri di frutta matura e caramello, mentre al sorso si presenta corposo e vivace, con un’intrigante componente aspra che sfuma su un finale sapido-fruttato di grande armonia.

Ottimo come alternativa al Vintage, si può gustare sia da solo sia in abbinamento a dessert alla frutta e crème brûlée.

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7. Porto Branco Ferreira

 

Dall’esperienza secolare della rinomata cantina portoghese Ferreira, ecco un Porto bianco versatile e di facile beva, ma che non delude dal punto di vista della complessità e della pienezza.

Nato dalla fermentazione di uve a bacca bianca coltivate nel Douro, è un vino liquoroso che vede l’aggiunta del Brandy al mosto e lasciato maturare mediamente per tre anni all’interno di botti in legno.

Alla vista si presenta con un intenso colore giallo paglierino dai riflessi dorati, esordendo al naso con note suadenti e acute di fiori bianchi e frutta estiva matura, con spiccati sentori di pesca e albicocca.

Al palato si rivela morbido, sapido e fresco, avviluppando il sorso verso un finale ricco di echi fruttati e minerali che rende piacevole la bevuta.

Pur non essendo una pietra miliare nella vasta gamma di sfumature in cui un Porto può essere declinato, è una bottiglia da provare per capire quanto può essere buono e avvolgente un vino bianco semplice, se fatto a regola d’arte.

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8. Offley Porto Rich Tawny

 

Quello di Offley è un porto giovane ma dal prezzo davvero interessante. La premessa non deve far pensare che si tratti di un vino scadente, anzi, basta dare uno sguardo ai tanti commenti di clienti soddisfatti per l’acquisto a convincersi che vale la pena provarlo. Il porto ha un colore ambrato e riflessi dorati. Si avvertono sentori di cannella e frutta secca. Ha un gusto morbido e armonioso, dolce. 

Il porto Offley è indicato soprattutto per accompagnare dolci con cioccolato oppure una squisita torta di pere. Il vino è imbottigliato in una bottiglia molto elegante che ne fa un’ottima idea regalo, magari da portare a casa di amici o parenti quando si è invitati a pranzo oppure a cena perché una cosa è certa: è buono bevuto a qualsiasi ora.

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9. Porto Fine Ruby Dow’s

 

Da oltre due secoli il nome Dow’s è associato alla produzione dei migliori Late Bottled Vintage (LBV) in stile Ruby, provenienti dai vigneti della Valle alta del Douro e imbottigliati dopo un periodo di maturazione in botte che va da 4 a 6 anni.

Originato da una singola annata giudicata di qualità, il Porto Fine Ruby è un vino dolce dal naso seducente e opulento, con successioni di note floreali e speziate impreziosite da cenni di frutti rossi sotto spirito, prugne, vaniglia e reminiscenze di caffè e cacao amaro sul finale.

Il sapore è decisamente pulito e segue una traiettoria gustativa molto lineare che si apre con una vibrante sapidità granulare e continua con echi fruttati e minerali, per poi chiudere con piacevoli sentori di spezie dolci, legno e un lieve accenno di pepe.

Nel complesso è un Porto che viaggia con il cruise control, ma fa comunque il suo lavoro senza strafare, avvolgendo il palato con una sensazionale persistenza retro-olfattiva.

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10. Porto Tawny 10 Years Old Sandeman

 

Sandeman è una delle più importanti e antiche cantine vinicole portoghesi, famosa per l’eccellenza dei suoi vini e altrettanto nota per il misterioso personaggio raffigurato sull’etichetta delle sue bottiglie.

Alla vista il Porto Tawny 10 Years Old si presenta di colore rosso fulvo carico, con uno spettro olfattivo intenso e corposo in cui si stagliano note di frutta matura, vaniglia e uva passa, che virano su un bouquet floreale delicato e raffinato con sentori di tiglio e fiori d’arancia.

In bocca è fresco e scattante, sorretto da una piacevole presenza iodata che culmina su un finale fruttato di buona persistenza.

La versione astucciata qui proposta viene venduta a un prezzo tutto sommato accettabile per un vino di Porto semplice e ben strutturato, da gustare freddo sia da solo sia in compagnia di un ricco antipasto a base di affettati e formaggi erborinati o stagionati per bilanciarne la grassezza e la sapidità con la freschezza del vino.

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Origine e uso

 

Storia

La storia del porto non manca di leggende e diverse versioni. La sua origine risale alla fine del XVII secolo al margine della guerra in atto tra Francia e Inghilterra. Cosa c’entra il Portogallo con le due storiche rivali? La guerra aveva tra le sue conseguenze l’embargo sui prodotti francesi, tra questi c’era il rinomato e pregiato vino. Serviva un altro luogo di approvvigionamento e diversi mercanti del settore cominciarono a guardare con interesse al paese lusitano dove era possibile reperire vino a un buon prezzo. 

I rapporti commerciali andarono via via incrementandosi, in Inghilterra la richiesta del vino portoghese, quindi non soltanto il porto, cresceva sempre più al punto tale che diversi mercanti inglesi si trasferirono in Portogallo, in particolare a Viana do Castelo a nord di Oporto, per produrre il vino in prime persona. Tuttavia i vini esportati non sempre resistevano al viaggio e dal momento della partenza fino all’arrivo diventano inbevibili o quasi. I mercanti si convinsero di aver bisogno di un vino più corposo e alcolico poiché più resistente alla traversata. 

Vini adatti furono individuati nell’alta valle del Douro, poco distante da Régua. Nel frattempo in Portogallo, soprattutto nella parte settentrionale, stava prendendo piede l’abitudine di aggiungere il brandy al vino, una pratica probabilmente mutuata dalla vicina Spagna. A metà del XVIII secolo gran parte del vino che circolava in Inghilterra arrivava dal Portogallo, anche se il sapore non era graditissimo a causa di una certa asprezza in parte dovuta ai vigneti e in parte al clima caldo che se da un lato favoriva il contenuto zuccherino dell’uva dall’altro accelerare eccessivamente i tempi di fermentazione. 

Furono fatti diversi tentativi prima di giungere al Porto così come lo conosciamo oggi, si notò che aggiungendo il brandy prima che si completasse la fermentazione aumentava la forza del vino e anche la sua dolcezza. A questo punto le papille gustative degli inglesi cominciarono in massa ad apprezzare il prodotto. Tuttavia brandy e vino richiedevano tempo per unirsi, bevuto giovane il porto non piaceva. Verso la fine del XVII secolo fu compreso che bisognava lasciare al vino il tempo di invecchiare nelle botti, in questo modo il vino risultava morbido e caratterizzato da sfumature delicate le quali potevano essere accentuate proseguendo l’invecchiamento in bottiglia. 

Intorno al 1775 cominciò la produzione di bottiglie con collo corto e corpo allungato che si dimostrò perfetta per la fase finale dell’invecchiamento, da quel momento in poi il successo del porto fu inarrestabile.

 

Mix

Il Porto è buonissimo bevuto da solo ma rappresenta anche un ottimo ingrediente per deliziosi cocktail. Uno di questi è il Whispers of the frost che richiede 15 ml di porto, altrettanti di bourbon e sherry e 10 ml di sciroppo. Se l’accoppiamento tra porto e bourbon vi piace proprio tanto, un altro cocktail che fa per voi è il Bourbon Singapore, vi servono 40 ml di bourbon, 10 ml di porto rosso, 10 ml di sciroppo e un po’ di soda. Il vino portoghese si sposa bene anche con il gin e con il liquore di ribes nero, aggiungete una goccia di limone, ghiaccio e avrete un perfetto Thames.

 

Conservazione

La bottiglia va lasciata in posizione orizzontale, lontano da fonti di luce e al riparo da temperature estreme, anzi, meglio se i gradi restano stabili. Perfetta sarebbe la collocazione in un portabottiglie senza vetro, posto in un ambiente non umido.

Valore nutrizionale

100 g di Porto contengono 157 kcal, 12 g di carboidrati e altrettanti di zuccheri (semplici). Essendo un vino liquoroso è auspicabile un consumo occasionale e comunque in quantità inferiori rispetto a quello tradizionale.

 

Bere responsabilmente

Attenzione a non bere troppo porto poiché dannoso per l’organismo, ancor di più se si è affetti da sofferenza epatica o malattie metaboliche. Assolutamente da evitare se si è ipertesi, ipertriglicemici o in sovrappeso poiché è una bevanda molto calorica. Tenersi alla larga dal porto se si soffre di disturbi gastroesogagei, steatosi epatica o sindrome metabolica. Come qualunque altra bevanda alcolica, il suo consumo è assolutamente sconsigliato qualora vi dobbiate mettere al volante. In linea generale vale il sano principio di assumere qualunque bevanda contenente alcol in modo moderato e responsabile.

 

 

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2 COMMENTI

Alessandro

August 3, 2021 at 1:06 pm

Buon pomeriggio, ho 2 figli nati nel 2012 e 2014. Desidero comprare loro una bottiglia di vino che invecchiando, anche di 15, 20 anni, acquisti non solo prestigio ma anche valore. Cosa mi consigliate per favore?
Grazie molte, Alessandro

Risposta
ProjectM1

August 5, 2021 at 10:06 am

Buongiorno Alessandro,

stiamo parlando di Porto o di vino in generale?

Saluti

Team MR

Risposta