Il miglior vino rosso veneto

Ultimo aggiornamento: 27.09.20

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Le nostre selezioni dei migliori vini rossi veneti

 

 

1. Tommasi vino Amarone 2015 

 

L’Amarone Tommasi è il risultato di uve autoctone (proviene dai vitigni di Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella e Oseleta) che dopo la vendemmia di ottobre sono fatte appassire sui graticci fino a febbraio per poi maturare tre anni in botti di rovere. La bevanda rispetta tutti i canoni quindi parliamo di un vino morbido, strutturato, complesso e persistente. Il naso avverte l’aroma dell’amarena, della frutta secca con qualche nota di liquirizia. Il colore è un avvincente rosso rubino dove sono ben evidenti i riflessi porpora. 

Con quali cibi ama accompagnarsi questo vino? Beh la scelta è piuttosto ampia. Sicuramente la carne rossa e la cacciagione. Niente male la combinazione con formaggi stagionati. La gradazione alcolica non è eccessiva, siamo al 15%. Consigliamo di servirlo a una temperatura di 18/20°. È un vino importante, perfetto da portare con sé in caso di invito a cena, vi renderete protagonisti di un regalo di classe che un vero intenditore saprà apprezzare. Vi avvertiamo che un prodotto del genere non costa poco.

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2. Vino biologico El Crupo Merlot veneto monte dei Roari IGT

 

Dopo una lunga macerazione con fermentazione spontanea (otto mesi) all’interno di vasche d’acciaio, nasce El Crupo, un Merlot veneto figlio delle uve cresciute sulle colline del basso Garda. Se siete abituati ai Merlot vellutati, resterete piacevolmente sorpresi da questo che invece è “energico”. Il vino è color rubino, rilascia sentori di vegetali, frutti rossi e un pizzico di speziato. 

È un prodotto biologico, di conseguenza la fermentazione è frutto di lieviti indigeni, non è soggetto a filtrazioni e chiarificazioni mentre il livello dei solfiti è particolarmente basso.

Fin dal primo sorso si avverte la sua piacevole corposità, il suo sapore è equilibrato e persistente. È un vino perfetto per le carni rosse tuttavia provatelo con un piatto tipico come la polenta abbrustolita e soppressa. Possiamo ritenere il prezzo medio basso, insomma vale la pena affrontare la spesa anche solo per provarlo.

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3. Amarone della Valpolicella DOCG Castelforte 2015 

 

Le uve Corvina, Corvinone e Rondinella lasciate appassire in fruttai fino a gennaio sono la base di questo vino veronese. Il processo di fermentazione è lento, la macerazione è a contatto con le bucce poi si passa alla fase di affinamento che avviene in botti di rovere, processo che si protrae per 24 mesi almeno. Versato in un bel calice si nota immediatamente il suo profondo colore rosso. L’olfatto non tarda a percepire la confettura di ciliegia con note di cannella, caffè e vaniglia. 

Giunge il momento del primo sorso, l’attesa sembra infinita tanto è stato il coinvolgimento olfattivo. Assaporate e diteci se il vino non è corposo, morbido e con una buona struttura. Se il menù prevede primi piatti con un sugo al tartufo, un brasato per secondo o magari della carne alla griglia e per concludere dell’ottimo formaggio, allora con questa bottiglia avete tutto ciò che vi serve per completare il pranzo.

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4. Amarone della Valpolicella Classico DOCG – Santa Sofia 

 

Le uve di questo vino (Corvina, Corvinone e Rondinella) provengono dalle colline sassone. È affinato per 36 mesi in botti di rovere e resta imbottigliato per 1 anno prima di essere messo in commercio. Di impenetrabile colore rosso rubino, ha un bouquet che al tempo stesso sa essere delicato e deciso. Si avvertono sentori di ribes, ciliegie e prugne secche, tra gli altri. Insomma, lo spettro olfattivo è ampio nonché armonico e raffinato. 

Questo vino ha una lunga evoluzione e se conservato come si deve potete berlo anche dopo 20 anni. L’Amarone va servito ad una temperatura di 18/20° e si abbina con carne rossa e cacciagione, lepre in particolare. Tuttavia provatelo che con formaggi stagionati, piccanti e non perché siamo certi che vi sorprenderà.

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5. Le Origini Amarone della Valpolicella Classico DOCG riserva Bolla

 

I grappoli per la creazione di questo vino sono stati accuratamente selezionati e fatti appassire per circa quattro mesi nei fruttai. L’uva passa per due fasi di macerazione prima di essere affinata nei barili per 1 anno e quindi in botti piccole per ulteriori 36 mesi. Trascorso questo lungo periodo viene imbottigliato e lasciato riposare per 9 mesi. Il laborioso processo porta all’ottenimento di un vino dal grande impatto. 

Presenta un colore granato intenso e un bouquet di profumi che vanno dalle ciliegie alla confettura di frutti rossi passando per la liquirizia e la vaniglia. L’Amarone della riserva Bolla è strutturato, si abbina con le carni rosse, ama il brasato, gli stracotti e si sposa piacevolmente con formaggi stagionati. Volendo può essere anche sorseggiato senza accompagnamento magari mentre si è comodamente seduti in poltrona leggendo un buon libro.

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6. Corvina Veneto IGT confezione da 10 litri Cantina di Custoza

 

È un vino poco impegnativo sotto il profilo economico ma è sicuramente piacevole da bere.  Fatto con uva Corvina della Valpolicella, ha una gradazione alcolica non eccessiva, siamo al 12,5% quindi possiamo parlare di un vino leggero da questo punto di vista e infatti va giù che è un piacere ed è ben tollerato. 

L’abbinamento consigliato è quello classico pertanto in primis sicuramente delle carni rosse ma suggeriamo di provarlo anche con del formaggio ben stagionato. La confezione contiene 10 litri pertanto possiamo affermare senza dubbio di smentita che il prezzo è conveniente. Il Corvina della Cantina di Custoza si presta anche come gradevole idea regalo.

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7. Cabernet Sauvignon Veneto Igt Borga

 

Il Cabernet Sauvignon si rivela essere un buon vino da pasti, perfetto sia a pranzo sia a cena. È economico quindi le aspettative non devono essere alte ma non per questo si tratta di una cattiva bevanda, anzi, siamo sicuri che resterete piacevolmente sorpresi. Caratterizzato da un colore vivace, rosso rubino, ha un profumo di frutta matura con lievi note erbacee ma anche di speziatura. 

Al palato risulta morbido e con un tannino leggero, giovane. Interessante, poi, il sistema di protezione che è infrangibile e sottovuoto ma la cosa più importante di questa particolare confezione è che protegge il vino dagli scambi termici, dalla luce e dalla iperossidazione. Insomma, le caratteristiche organolettiche sono preservate.

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8. 2 Bag in Box 5 l. Raboso Veneto Orientale Molon

 

Il raboso è un vino caratterizzato dal rosso carico del suo colore, dal calice emerge un sentore di lampone e marasca. Il sapore è abboccato, se ne avverte la rotondità e l’armonia. Il palato conferma le note fruttate avvertite all’olfatto. La produzione prevede una pressatura soffice delle uve, un processo che avviene subito dopo la raccolta. La fermentazione avviene a una temperatura di 13°. Il vino viene filtrato e fatto maturare per tre mesi in vasche di acciaio. 

Per apprezzare al meglio il gusto si consiglia una temperatura di servizio a 14°. Non è un vino costoso che consigliamo per i vostri pasti a base di carni rosse. Da segnalare la confezione, una sacca che permette di conservarlo al meglio. Ciascuna sacca ha un rubinetto che consente l’erogazione del vino senza che entri aria così da conservarlo al meglio.

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9. Montello e Colli Asolani DOC Phigaia After the Red Serafini & Vidotto

 

Viene prodotto con uve provenienti dal trevigiano, in particolare troviamo Cabernet e Merlot. Il vino è fatto invecchiare 13/18 mesi in botti di rovere per poi essere affinato almeno 12 mesi in bottiglia. Ha un colore rosso rubino, molto luminoso. Il bouquet è ampio con note fruttate di ribes nero, visciole e amarena senza dimenticare lievi note erbacee, di peperone arrostito, vaniglia e caffè. Al palato risulta fruttato e si avvertono i tannini rotondi. 

È un vino elegante, equilibratamente alcolico. Ottimi abbinamenti sono con costolette di agnello, carne di vitello e formaggi di media stagionatura. Vista la qualità del prodotto, possiamo anche parlare di un buon costo. Il Pagaia può essere anche ideale per fare un regalo, il presente sarà certamente apprezzato da tutti gli amanti del buon vino.

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10. Amarone della Valpolicella Docg Monte del Frà 

 

Le uve per la realizzazione di questo ottimo vino provengono dai vitigni di Corvina Veronese, Rondinella e Corvinone situati nella zona della Valpolicella. La vendemmia viene eseguita intorno alla seconda decade di ottobre dopo un fugace appassimento in pianta che continua nel fruttaio a temperatura e umidità controllata. Il processo dura circa 120 giorni e non prima che la concentrazione zuccherina dell’uva si assesti intorno al 28/30%. Il vino è lasciato fermentare lentamente in botti di acciaio. La lunga macerazione delle bucce permette una consistente estrazione aromatica. 

Terminata la fermentazione il vino passa in botti di legno per 24 mesi. La fase successiva è il passaggio alle bottiglie dove affina per 6 mesi. Il colore è rosso rubino, l’olfatto percepisce ciliegie sotto spirito, liquirizia , cuoio, tabacco, prugne, spezie e cacao. Con una gradazione alcolica del 15% e una temperatura di servizio di 18°, gli abbinamenti consigliati sono carne rossa, pesce (meglio grasso) e formaggi stagionati.

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Origine e uso

 

Storia

Il Veneto ha un forte legame con il suo vino, le radici di suddetto legame risalgono a tempi antichi. Si dice che l’introduzione delle viti sul territorio italiano si deve ai greci ma ciò non corrisponderebbe al vero in quanto pare che queste piante crescessero selvaticamente nella regione veneta da secoli prima, certo, l’uva non veniva impiegata per produrre vino ma come semplice frutto da mangiare. Ad ogni modo la produzione enologica ebbe inizio nel VII a.C. per opera dei Reti.

 

Nel Medioevo si registrò un forte sviluppo della vitivinicoltura veneta grazie a Venezia che era una vera potenza commerciale in grado di favorire l’esportazione (ma anche l’importazione) del vino. Vennero introdotte nuove specie di viti, come per esempio la Malvasia, che ben presto si diffusero in tutta la regione e nei territori vicini come quello che oggi risponde al nome di Friuli e alla Dalmazia.

In un certo senso alla diffusione del vino veneto contribuirono anche i maestri artigiani di Murano realizzando pregiate bottiglie che arrivarono sulle tavole dei nobili contenendo la preziosa bevanda. Ben presto, seppure con contenitori meno costosi ma pur sempre realizzati dai maestri di Murano, il vino giunse anche sulle tavole di persone meno facoltose in tutta Europa. Paradossalmente il decadimento commerciale che intorno alla metà del 1500 colpì Venezia e che ridimensionò la sua influenza nelle aree del Mediterraneo e dei territori orientali fu l’occasione per lo sviluppo dei vini locali in quanto l’importazione diminuì vistosamente. In particolare trassero giovamento quelli del triangolo composto da Treviso, Vicenza e Valpolicella.

Il XVI secolo fu un periodo di fortune alterne per il vino in quanto accanto a momenti di espansione troviamo eventi drammatici come le guerre e la peste che inevitabilmente frenarono la produzione. Ma probabilmente l’evento che più incise negativamente si verificò nel 1709 quando una stagione particolarmente fredda compromise pesantemente i vigneti e di conseguenza tutta la viticoltura. 

L’enologia veneta subì un brutto colpo e segnali di vera ripresa si ebbero soltanto nel 1800 quando si acquisirono conoscenze tali da permettere uno studio del territorio al fine di individuare le specie di viti che meglio potessero adattarsi alle condizioni del suolo e a quelle climatiche. Tuttavia altri pericoli erano in agguato con malattie quali l’oidio, la peronospora e la filossera che a partire dalla metà dell‘800 fecero non pochi danni ai vitigni.

Le suddette avversità rallentarono la produzione del vino ma non la fermarono e grazie agli studi di due istituti come la Scuola di Enologia di Conegliano (fondata nel 1876) prima e della Stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia, poi si ebbe il rilancio definitivo dell’enologia veneta. 

A partire del 1950 i produttori hanno profuso ogni impegno per creare un prodotto di qualità e oggi il vino rappresenta un autentico biglietto da visita per il Veneto con una produzione che supera annualmente gli 8 milioni di ettolitri di vino DOC e DOCG, buona parte di questi travalica i confini nazionali.

 

Mix

Il vino è una costante sulle tavole italiane e non solo. È perfetto compagno dei nostri pasti, che si tratti di pranzo o cena, a patto che l’abbinamento sia giusto. L’Amarone della Valpolicella, per esempio, è in totale armonia con la selvaggina da piuma ma se si preferisce una combinazione contrastante piuttosto che armonica allora si può bere con carni rosse, in particolare con il brasato oppure lo stracotto, ad ogni modo va bene con le ricette che prevedono una cottura lunga. 

Un piacevole contrasto lo si nota anche con i formaggi quali un buon taleggio stagionato, il pecorino di fossa oppure del reblochon. Un altro vino che ama tanto la selvaggina quanto le carni rosse è il Bagnoli Friularo. Se vi trovate in veneto e avete ordinato un piatto tipico come il risotto al Tastasal la scelta è obbligata: Bardolino Superiore.

 

Conservazione

In generale i vini veneti chiedono di essere conservati ad una temperatura compresa tra i 17° e i 20°. Chiaramente tra un vieno e un altro ci può essere una piccola differenza. Prendiamo il caso dei due vini di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, il Bardolino Superiore richiede una temperatura compresa tra 17° e 18° mentre l’Amarone della Valpolicella chiede di essere conservato tra i 18° e i 20°. Tenete le bottiglie al riparo dalla luce.

 

Valori nutrizionali

I valori che seguono sono indicativi in quanto il Veneto offre tantissimi vini ed è impossibile unificare i dati con assoluta precisione. Generalmente 100 g di rosso contengono 85 kcal, 2,61 g di carboidrati, 0,62 g di zucchero, 4 mg di sodio e 0,077 g di proteine.

Bere responsabilmente

Non bevete il vino se non accompagnato da cibo, ricordate che l’eccesso di alcol fa male a tutte le età ma ancor di più se si è molto giovani. Un bicchiere di vino, massimo, due è una quantità più che sufficiente ad accompagnare un pasto. Dopo aver bevuto è bene evitare di mettersi alla guida.

 

 

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