19 drink da provare in giro per il mondo

Ultimo aggiornamento: 28.10.20

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Ogni Paese ha la sua caratteristica bevanda alcolica, molte di queste sono famosissime nel modo, altre meno ma, credeteci, vale la pena assaggiare tutte.

 

Quante volte avete associato il cibo a un Paese? In effetti la cucina è senza dubbio un tratto culturale e quindi fortemente identitario. Ci sono piatti tipici di una nazione ma persino di una regione. Insomma, il carattere identitario del cibo è innegabile, ma vi siete mai fermati a pensare che ci sono anche dei drink tipici di determinati posti? Ebbene sì, Paese che vai bevanda (alcolica) che trovi. Dunque proviamo a ipotizzare un lungo itinerario che vi porterà in giro per il mondo alla scoperta delle “bellezze da bere”.

 

Pisco Sour

Se andate in Perù ci sono almeno due cose imperdibili. La prima è Machu Picchu, la seconda è il Pisco Sour, praticamente il drink peruviano per eccellenza. Come suggerisce il nome la base del cocktail è il Pisco che viene unito con bitter, succo di lime e albume d’uovo che, pur non aggiungendo chissà cosa in termini di gusto, è indispensabile a dare consistenza creando una bella schiuma in superficie.

Caipirinha

La Caipirinha è un drink brasiliano che ci mette davvero poco a farvi barcollare quindi andateci piano. La  base è la Cachaça, un’acquavite del luogo, a cui si aggiungono: zucchero, ghiaccio, succo e spicchi di lime. Fin dal primo sorso si nota il grande equilibrio tra acido e dolce.

 

Malbec

In Argentina il vino è cosa seria, a tal proposito Mendoza è meta ambita dagli appassionati di questa bevanda. Sorseggiare del buon Malbech con le Ande sullo sfondo mentre si è avvolti dal profumo dei vigneti è un’esperienza sensoriale unica che bisogna assolutamente fare se si passa da quelle parti.

 

Tequila

Lasciamo il Sudamerica per spostarci in Centro America, in Messico per essere più precisi. Dobbiamo dire che qui la scelta è abbastanza ampia ma alla fine la bevanda che più di altri rappresenta questo paese è senza ombra di dubbio la Tequila, magari da bere con sale e limone.

 

Piña Colada

Se riuscite a far un salto a Porto Rico è lì che berrete la migliore Piña Colada, niente a che vedere con le imitazioni che potete trovare nei bar nostrani. Ci sono più versioni di questo cocktail ma quella classica è senza dubbio con rum bianco, latte di cocco, succo d’ananas e ghiaccio.

 

Mojito

Cocktail che non ha bisogno di presentazioni è il Mojito la cui origine è cubana. Gli ingredienti sono rum bianco, lime, zucchero, soda e foglioline di menta.

 

Bourbon

Non mancano i drink negli USA, la California, per esempio, è rinomata per il vino ma noi vogliamo portarvi altrove, anche se siamo indecisi tra Tennessee e Kentucky, due stati confinati e terre di ottimo Bourbon.

 

Cesar

Se vi spostate in Canada avete modo di assaggiare uno dei cocktail più particolari al mondo, si tratta del Cesar che i canadesi consumano in abbondanza. La bevanda è a base di vodka alla quale si aggiungono ingredienti che potrebbero sembrare improbabili ma che uniti sono una squadra vincente, almeno per i canadesi. Dicevamo degli ingredienti, oltre alla già citata vodka ci sono sedano, salsa piccante, lime e… reggetevi forte, succo di molluschi.

 

Assenzio

Lasciamo l’America e spostiamoci più vicino casa, si viaggia in Europa, prossima tappa la Francia. Dopo essere stato bevuto per circa un secolo in clandestinità, finalmente nel Paese transalpino il miglior assenzio può essere acquistato liberamente. 

 

Negroni

Uno dei cocktail più famosi al mondo è italiano, si tratta del Negroni bevuto soprattutto come aperitivo. La bevanda è a base vermouth rosso, gin e bitter Campari. Il cocktail prende il nome dal suo inventore, il conte Camillo Negroni che, a dire il vero, si limitò a sostituire nell’Americano il seltz con il gin.

 

Sangria

Dici Spagna e pensi subito alla Sangria, l’associazione è inevitabile. Non tutti sanno però che non esiste un’unica ricetta per la preparazione e che gli ingredienti variano a seconda della zona. Si usa un vino rosso (anche se in Catalogna preferiscono spumanti o comunque vini bianchi) corposo e dall’alta gradazione alcolica, poi frutta e spezie.

 

Ouzo

L’Ouzo è la bevanda rappresentativa della Grecia. Va bevuto liscio e se vi piace l’anice state certi che vi innamorerete di questo tipico drink del paese ellenico.

 

Gin & Tonic

Pur non essendo originario dell’Inghilterra il Gin è diventato molto popolare tra gli inglesi a partire dal diciassettesimo secolo. Trova applicazione in tanti cocktail ma il più bevuto è sicuramente il Gin & Tonic.

 

Scotch whisky

Lo scotch è fiero rappresentante della Scozia, l’unico luogo dove è legalmente ammessa la produzione, se fatto altrove non può definirsi scotch whisky. Ci sono diverse varietà: single malt. single grain, blended, blended malt e blended grain.

 

Guinness

Restiamo nelle vicinanze, ci spostiamo in Irlanda, terra di folletti, quadrifogli, banshee e naturalmente della Guinness, una delle birre scure (color rubino scuro) più famose al mondo, riconoscibile alla vista per la sua schiuma bianca e compatta.

 

Schnapps

Con lo Schnapps restiamo sul generico, infatti è un termine che indica qualunque bevanda alcolica forte, anche se nel senso più stretto tale bevanda ha un gusto di frutta. Sebbene in molti ritengono che il miglior Schnapps si beva in Germania non sono da buttare neanche quelli che potete assaggiare in Austria, Francia e Svizzera.

 

Pinot Noir

La Nuova Zelanda è rinomata per i suoi vini tanto è vero che è uno dei maggior esportatori al mondo e, tra questi, c’è il Pinot Noir che viene prodotto a Central Otago e Marlborough.

Becherovka

Dopo un’abbondante cena a base di piatti tipici della cucina Ceca non c’è niente di meglio per concludere che un Becherovka, un mix di anice, cannella e alcune erbe. È un ottimo digestivo.

 

Sakè

Un giro in Giappone? Allora non si può dire di no a una bottiglia di Sakè ottenuta dal riso fermentato. Il Sakè è indissolubilmente legato alla storia giapponese. Può essere bevuto caldo o freddo ma va sempre servito nella caratteristica sakazuki, una tazza di porcellana molto piccola tanto per sottolineare che il sakè va bevuto a piccoli sorsi.

 

 

 

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