Caratteristiche, prezzi del vino rosso Shiraz e differenze col Syrah

Ultimo aggiornamento: 20.10.21

 

Il Syrah e lo Shiraz sono due vini differenti? Quali sono le caratteristiche principali? Scopriamo insieme origine e informazioni specifiche su questi vitigni.

 

Gli appassionati di vino avranno sentito parlare del vino Syrah e Shiraz, nomi molto simili e che potrebbero far pensare a due diversi vitigni. In realtà si tratta sempre del vitigno Syrah e il termine Shiraz è utilizzato in Australia per identificare lo stesso vino. Chiarito questo dettaglio, possiamo iniziare subito a vedere le origini del vino per capire come sia arrivato in Europa e dove si è stabilito inizialmente.

 

Origini del vino Syrah

Non si hanno informazioni precise in merito, alcuni sostengono che il vitigno, così come l’identificazione di vino Shiraz, derivi dalla città omonima situata nell’odierno Iran, altri invece sostengono che fosse già conosciuto in epoca romana, importato dal lontano Egitto. Con l’utilizzo sempre crescente della tecnologia e in particolar modo della biologia molecolare, è stato però possibile avanzare alcune ipotesi un po’ più concrete, tenendo conto del ceppo genetico del Syrah

Le fonti di cui disponiamo ci parlano di Gaspard de Steinberg che nel tredicesimo secolo, tornando dalle Crociate, introdusse l’uva Syrah in Francia. Proprio la valle del Rodano, nel sud del territorio francese, è stata la culla di questo vino e la natura del terreno ha permesso il suo sviluppo e diffusione in tutta Europa e, nel tardo diciannovesimo secolo, anche in Australia dove venne appunto chiamato Shiraz.

Shiraz vino

In Australia il vino rosso Syrah diventa molto esuberante, frizzante e con note fruttate e speziate. Queste caratteristiche lo hanno reso molto apprezzato per accompagnare carne al barbecue, vero e proprio piatto nazionale australiano, non sorprende dunque la sua diffusione nel paese. Una nota interessante riguarda il nome con cui era conosciuto, prima che questo venisse vietato era chiamato Sparkling Burgundy, ovvero Borgogna frizzante. La Borgogna è una zona vicina alla valle del Rodano, dove viene prodotto il celebre Bordeaux, uno dei vini francesi più diffusi al mondo, pertanto venne creato un disciplinare che lo distinguesse dal Syrah, ritenuto all’epoca meno pregiato.

 

Non solo Francia e Australia

Abbiamo visto come il vitigno Syrah sia diffuso in questi due paesi, ma com’è la situazione del vino nel resto del mondo? Ebbene queste uve vengono coltivate anche in altre zone, dall’America del Sud, dove spiccano Cile e Argentina, fino al Sudafrica e al Libano, passando naturalmente per Spagna e Italia, dove il clima mediterraneo conferisce al vino una marcia in più.

Nel nostro Paese il Syrah ha trovato casa nell’isola del vino per eccellenza, la Sicilia, già a partire dal 1868, quando fu inserito nel catalogo del Barone Mendola. Il clima caldo della zona porta a una notevole proliferazione di polifenoli e, l’associazione con altre uve in fase di assemblaggio, dà al Syrah un sapore deciso ma al tempo stesso anche elegante. Le case vinicole oggigiorno lo associano spesso al Merlot o al Nero d’Avola.

Alla fine del diciannovesimo secolo il Syrah si diffuse anche in altre regioni, come la Toscana, dove si è concentrato nella zona del borgo di Cortona, in provincia di Arezzo, grazie alle caratteristiche simili alla valle del Rodano francese, ma anche in Puglia, nel Lazio e in Piemonte.

Caratteristiche organolettiche

Versandosi un po’ di Syrah in un bel bicchiere da vino, è immediatamente possibile notare il suo colore rosso intenso e scuro, che non lascia quasi passare la luce solare. Con l’invecchiamento tende a passare dal porpora alla sfumatura rubino e granato. Al naso si avvertono bouquet differenti in base alla zona di produzione, quelli provenienti da climi freschi hanno note di frutti rossi come ciliegie e lamponi mentre il Syrah mediterraneo si adagia su prugna e mirtillo, con qualche sentore di liquirizia. 

A prescindere dalla zona di produzione saranno sempre chiaramente percepibili le note di cioccolato, pepe, tabacco e cacao. Al palato è tannico, caldo e denso, con un finale lungo e persistente, chiudendo su note balsamiche di menta.

 

Come servire il Syrah e abbinamenti

La temperatura di servizio ideale per il vino Syrah è di 16-18 gradi, come quella dei vini rossi più classici. Deve naturalmente respirare e ossigenarsi prima di poter esprimere tutto il suo bouquet, pertanto è consigliato aprirlo almeno un paio d’ore prima del servizio e trasferirlo in un decanter, per poi versarlo in ampi calici.

I piatti con cui si sposa meglio, e in merito la sanno lunga gli australiani, sono le carni rosse alla brace. Per chi non ama il barbecue si può anche optare per stufati o carne in umido. Ciò non vuol dire però che il Syrah non possa essere abbinato anche ad altri cibi, molto apprezzato è anche l’abbinamento con i formaggi stagionati e dal sapore intenso o salumi della zona toscana. Nella zona siciliana, dove il Syrah è coltivato con successo, si consuma molto pesce e, sebbene vi siano vini locali più adatti per l’abbinamento, non è detto che dobbiate rinunciare al vostro rosso preferito, soprattutto se volete associarlo a una zuppa di pesce particolarmente speziata.

Costo ed etichette

I prezzi del vino Syrah italiano partono da una base di 8 euro e possono superare anche i 20 per le bottiglie più pregiate. Il costo sarà naturalmente influenzato da vari elementi come per esempio l’annata e la zona di produzione. Tra quelli più interessanti abbiamo il Syrah di Stefano Amerighi, prodotto a Cortona in Toscana, l’annata 2017 è classificata tra i migliori 20 Syrah italiani. 

A un prezzo leggermente inferiore c’è l’Esse Syrah della Fattoria La Torre, sempre toscano ma stavolta prodotto a Lucca. In Sicilia c’è invece il Syrah Delia Nivolelli di Caruso e Minini, l’annata 2013 è intensa e ricca di note fruttate, perfetta per chi vuole un vino corposo proveniente dal Sud Italia. Ci spostiamo in Veneto con il Virgola Syrah di Punto Zero, delicato ed elegante con forti note speziate.

 

 

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