Il miglior vino bianco

Ultimo aggiornamento: 05.10.22

 

 

Conclusione

 

 

Le nostre selezioni dei migliori vini bianchi 

 

Il vino bianco è perfetto per accompagnare piatti a base di pesce, inoltre il suo sapore leggero e fresco lo rende particolarmente indicato per l’estate. In Italia il vino bianco viene prodotto da tantissime aziende agricole e cantine, quindi c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Per aiutarvi a trovare la bottiglia giusta per voi abbiamo preparato una guida con le recensioni dei migliori vini bianchi del 2022, selezionati in base al loro rapporto qualità-prezzo.

 

Vino bianco secco

 

1. Falanghina Sannio Doc Feudi di San Gregorio – 6 Bottiglie da 0.75 L

 

Ditta vinicola di grande importanza a livello nazionale e internazionale, Feudi di San Gregorio si distingue per la sua grande cura nella raccolta dell’uva e per i processi di maturazione del vino che rendono i suoi prodotti unici. Il Falanghina viene creato utilizzando uve e lasciato a maturare in serbatoi d’acciaio per almeno cinque mesi, per creare una bevanda dal profumo intenso e avvolgente. Al palato risulta fresca ed equilibrata, quindi ideale per essere bevuta al calice per un aperitivo, o per accompagnare degli ottimi formaggi freschi. Nulla vieta di mettere questo vino a tavola per pasti a base di pesce, esaltandone il sapore in modo sorprendente. Questa confezione da sei bottiglie vi permette di fare una buona scorta per le occasioni speciali o per godersi dei momenti di pace in compagnia di un buon calice di Falanghina. 

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Vino bianco siciliano

 

2. Catarratto Vino Bianco Sicilia DOC | Cantina Tenute Orestiadi

 

I nostri suggerimenti su come scegliere un buon vino bianco proseguono con questa prestigiosa etichetta siciliana, proposta in una conveniente confezione da sei bottiglie per averne una buona scorta in casa senza alleggerire troppo il portafoglio.

Prodotto esclusivamente con le uve a bacca bianca del vitigno Catarratto, una delle varietà più tradizionali e antiche della Sicilia, dove costituisce il 33% della superficie vitata complessiva, si contraddistingue per il sapore fresco e di media struttura, con acidità e grado alcolico moderati.

Un altro aspetto sottolineato nei pareri degli intenditori è l’intenso profilo aromatico associato a note floreali e agrumate (fiori di zagara, buccia di limone e arancia amara), con vaghi sentori tropicali di pompelmo e frutto della passione, che virano verso un finale ricco di echi speziati ed erbacei.

Il sorso scorrevole e la spiccata sapidità minerale rendono questo vino bianco siciliano fresco e beverino, puntando tutte le sue carte sul carattere varietale del vitigno da cui origina.

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Vino bianco altoatesino

 

3. San Michele Appiano Gewurztraminer DOC 

 

La Cantina San Michele appiano vanta una tradizione centenaria durante la quale ha perfezionato il processo di coltivazione dei vitigni e di creazione del vino, diventando una realtà molto importante dell’Alto Adige. Il suo Gewurtztraminer DOC è uno dei vini bianchi da aperitivo migliori della sua fascia di prezzo, particolarmente ideale per accompagnare diverse pietanze come pesce, carne bianca, pasta e formaggi. Trattandosi di un vino della zona di Bolzano è indicato anche per assaggiare krapfen salati tirolesi e Tirtlen. Si presenta con un colore giallo molto luminoso che lo rende piacevole da vedere nel calice, mentre il profumo di mela e pera risulta invitante. Il sapore equilibrato e piacevole lo rende adatto a qualsiasi palato, anche a quelli più fini poco abituati alle bevande alcoliche. Una soluzione ideale per fare un brindisi durante occasioni speciali, ma anche per pranzi e cene in compagnia. 

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Vino bianco veneto

 

4. Sant’Orsola Chardonnay Veneto I.G.T. – Vino Bianco

 

Il nostro prossimo consiglio su quale vino bianco comprare va a questo IGT proposto dalla casa vinicola Sant’Orsola, che rientra tra i più venduti e apprezzati sul mercato per l’ottimo compromesso tra qualità, caratteristiche organolettiche e prezzo.

In comparazione alle altre offerte del vasto panorama vitivinicolo italiano, si contraddistingue per gli intensi aromi di frutta matura, vaniglia e cuoio giovane che rendono il sorso voluminoso, sapido e ben bilanciato da un’incalzante acidità, percepita soprattutto nel finale.

Prodotto con uve Chardonnay in purezza, vinificate in acciaio a temperatura controllata, è un vino bianco veneto dal colore giallo dorato e olfattivamente intenso, debuttando al naso con note di frutta a polpa esotica, senape e mela golden, affiancate da timbri salmastri che ricordano la salvia e i fiori di sambuco.

Al palato si presenta energico e succoso, con una spiccata sapidità minerale che termina in un finale sapido-speziato di lunga persistenza.

Proposto in una confezione contenente sei bottiglie da 750 ml a un prezzo molto conveniente, è una delle più virtuose interpretazioni di casa Sant’Orsola, meritatamente tra i migliori vini bianchi veneti per la magistrale valorizzazione del potenziale aromatico del vitigno Chardonnay.

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Vino bianco piemontese

 

5. Batasiolo Roero Arneis DOCG 2021 – Vino Bianco Pregiato Fermo

 

A chi, invece, si sta chiedendo dove acquistare un vino bianco piemontese dal grande carattere e di altissima qualità, consigliamo il Batasiolo Roero Arneis, prodotto da sole uve Arneis coltivate nel territorio del Roero che si estende alla sinistra del fiume Tanaro, proprio come disciplinare impone.

Frutto di un lungo e accurato processo di fermentazione e affinamento in vasche d’acciaio a temperatura controllata, è un vino fermo di rara eleganza ed eloquenza, che colpisce per il suo carattere schietto e territoriale, sorretto da una straordinaria persistenza fruttata e floreale che gli conferisce un grande equilibrio gustativo.

Il colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdognoli introduce un profumo fresco e di grandissima finezza, con sentori di fiori primaverili, pera matura e spezie dolci, integrati da una marcata nota salina che conferisce ampiezza e vivacità al sorso.

Al palato risulta fresco e minerale, con un finale leggermente sapido che rimanda alle note fruttate-floreali percepite inizialmente.

Pur non rientrando tra i vini bianchi a prezzi bassi venduti online dall’azienda vitivinicola Batasiolo, merita di essere preso in considerazione per le eccellenti caratteristiche organolettiche e il profondo rispetto delle tradizioni produttive langarole.

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Vino bianco sardo

 

6. Vermentino di Sardegna | Sella e Mosca

 

La Sardegna è una regione famosa per le sue etichette di grande prestigio, prodotte da vitigni che nell’isola trovano le condizioni pedoclimatiche più adatte per crescere e maturare al meglio.

Tra le più famose e rappresentative della regione troviamo il Vermentino di Sardegna, un vino bianco sardo che si fa apprezzare per la spiccata ricchezza gusto-olfattiva e il sapore deciso, morbido ed equilibrato che delizia le narici e il palato con sentori di ginestra, camomilla e frutta in confettura a polpa gialla, che lasciano pian piano spazio a un finale fruttato di straordinaria persistenza.

La proposta dell’azienda vinicola sarda Sella & Mosca, con sede ad Alghero, prevede una confezione da sei bottiglie che permette di fare una buona scorta in casa senza spendere un occhio della testa, confermandosi un vino di grande personalità e struttura che non trova riscontro con altri bianchi italiani ed esteri che portano lo stesso nome.

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Vino bianco fermo

 

7. Colderove, Ribolla Gialla Igt della Venezia Giulia, Vino Bianco Fermo

 

Più economico rispetto alle proposte esaminate in precedenza, il vino bianco fermo proposto da Colderove si ottiene dalla pressatura lieve delle uve Ribolla Gialla, un vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, coltivato principalmente nella zona al confine con la Slovenia, sulla fascia collinare tra il Carso e l’Istria, in provincia di Gorizia.

Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino ricco di riflessi verdolini, mentre al naso esprime tutta la sua sapidità e freschezza con sentori di bergamotto, fiori bianchi, mela renetta, pesca bianca e scorza di limone.

Coerente lo spettro aromatico al palato, con una grande sapidità minerale e un finale intenso di frutta bianca e agrumi.

Il sapore secco e la piacevole acidità lo rendono un vino fresco e straordinariamente versatile, da gustare a una temperatura compresa tra 8 e 10 gradi in accompagnamento a piatti di pesce, crostacei, antipasti e assiette di formaggi misti friulani, sposandosi alla perfezione anche con i dessert a base di frutta per creare un contrasto interessante e armonico al tempo stesso.

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Vino bianco toscano

 

8. Montemaggio – Vino Bianco Biologico Toscano Secco

 

A chi, invece, è alla ricerca di un vino bianco toscano proveniente da uve 100% biologiche coltivate senza l’utilizzo di agenti chimici di sintesi e la cui vinificazione in cantina preveda l’impiego di un quantitativo limitato di solfiti, consigliamo questo Chardonnay IGT proposto dalla cantina Montemaggio.

Il suo particolare profilo aromatico stratificato si apre su note di lime, ginestra e frutta esotica a polpa gialla, proseguendo verso timbri di crema pasticcera, pepe rosa e caramello che invitano subito al sorso.

Al palato si presenta denso e burroso, ma al tempo stesso fresco e armonico, con una marcata componente salina che termina in un finale ben equilibrato e di grande persistenza.

Facile da abbinare grazie alla sua spiccata versatilità, si accompagna alla perfezione con i piatti a base di pesce, sposandosi bene anche con le preparazioni vegetariane e i cibi caratterizzati da una buona componente grassa, come il salmone e le fritture.

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Vino bianco dolce

 

9. Moscato d’Asti DOCG Ceretto – Vignaioli Di Santo Stefano

 

Vero punto di riferimento della categoria, il Moscato d’Asti DOCG proposto dall’azienda vitivinicola Ceretto è un vino bianco dolce caratterizzato da un profumo intenso e un sapore molto equilibrato, dove la componente fruttata la fa da padrona.

Prodotto nel Comune di Santo Stefano Belbo e vinificato esclusivamente in vasche di acciaio a temperatura controllata, si contraddistingue per il basso contenuto alcolico (5,5% gradi) e la lieve componente acida che gli conferisce una piacevole freschezza, confermandosi un eccellente vino da dessert.

Non a caso, gli abbinamenti consigliati dall’azienda sono i dolci al cucchiaio, la pasticceria secca e le torte di pasta frolla, esprimendo il meglio di sé quando viene servito a una temperatura di 12°C, in un calice alto e affusolato.

Al naso spicca un marcato sentore fruttato di pesca e agrumi, vivacizzato da una spuma cremosa e fine che avvolge il palato in un sorso morbido e ben bilanciato da un’acidità di nerbo in perfetto equilibrio con la spiccata dolcezza del vino.

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Vino bianco frizzante

 

10. Piemonte Doc Bianco Fiocco Di Vite Vino Frizzante

 

Il nostro ultimo consiglio è dedicato a chi è alla ricerca di un vino bianco frizzante dal sapore pieno e brioso, ma non ridondante, e dalla moderata alcolicità.

Ideale sia come aperitivo sia in abbinamento ad antipasti e primi piatti, è un ottimo blend di uve Cortese, Chardonnay e Favorita, che colpisce per il suo carattere sincero e territoriale, sorretto da una straordinaria persistenza fruttata e floreale che gli conferisce un grande equilibrio gustativo.

Il sorso è intenso ed espansivo grazie alla spiccata acidità e alle fitte bollicine di eccezionale durata, avviluppando il palato verso un finale ricco di echi fruttati e minerali che rendono piacevole la bevuta.

Proposto in una confezione da sei bottiglie a un prezzo davvero interessante, fa parte della linea Fiocco di Vite prodotta dalla storica azienda vinicola Toso, in attività dal 1894, situata nel cuore della Valle del Belbo.

Le etichette scritte a mano su carta dall’effetto anticato sottolineano il forte legame con la tradizione del territorio, esprimendo al meglio la genuinità e la naturalezza del prodotto, che vanta la Denominazione di Origine Controllata a conferma del rispetto di tutti i requisiti previsti dalle regole disciplinari di produzione.

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Origine e uso

 

Storia

Sebbene il vino nell’immaginario collettivo abbia spesso un colore rosso acceso, in realtà anche nella sua “versione” bianca soddisfa la sete dei bevitori da tantissimo tempo, addirittura da millenni. La sua storia risale ai tempi dell’antica Mesopotamia, sebbene alcuni studi vogliano provare le sue origini tra l’Armenia e l’Anatolia. 

Sono proprio delle tavolette antiche a dimostrarci che il popolo della Mesopotamia amava bere vino di diverse tipologie, tra le quali quello bianco. Impossibile però parlare di vino senza menzionare gli antichi Greci che celebravano la divinità della fertilità Dioniso proprio con il vino. A questo Dio in seguito ereditato dai romani con il nome di Bacco, veniva attribuito il merito di aver insegnato la vinificazione agli esseri umani. Nell’antica Grecia inoltre, il vino bianco veniva usato come rimedio per alcune malattie, infatti veniva prescritto dal celebre Ippocrate ai suoi pazienti. 

Nell’antica Roma il vino passò da bevanda popolare a vero e proprio lusso riservato solo alla classe più ricca, i cosiddetti patrizi. Il vino romano non vantava la stessa qualità di quello greco, ma con l’espandersi dell’Impero vennero create nuove coltivazioni in Europa, specialmente in Francia. Non a caso nel Medioevo la tradizione venne portata avanti proprio dai monaci europei che perfezionarono la coltivazione. 

Il vino d’altronde ha una forte valenza simbolica per il Cristianesimo, per questo il suo passaggio dai monasteri fu del tutto naturale. La celebrità del vino bianco infatti la si deve al monaco francese dom Pérignon che ideò il primo spumante usando le uve nere. Per la commercializzazione su larga scala del vino bianco e dello champagne però bisognerà aspettare la rivoluzione industriale.

Mix

Al pari del vino rosso, anche il vino bianco viene utilizzato per creare numerosi cocktail e mix particolari, molto amati dagli appassionati e che si possono preparare anche a casa. Gli amanti della Sangria conosceranno probabilmente le sue due varianti: la Sangria Special preparata con vino bianco secco, soda, frutta e chiodi di garofano, e la Sangria Soleado che prevede l’aggiunta di rum e ciliegie ad un litro di bianco. 

Uno dei cocktail più facili da preparare è il Melissa che si può preparare aggiungendo un cucchiaio di miele al vino bianco, per poi agitare insieme al ghiaccio in uno shaker. Allo stesso modo l’Artic prevede l’ottimo mix tra vino bianco e vodka, sebbene abbia un tasso alcolico abbastanza elevato. Tra i cocktail più complicati figura il Russian, preparato con un mix perfetto tra parti di vino bianco secco, rum bianco, cognac e vermouth bianco. 

 

Conservazione

Il vino bianco solitamente si conserva ad una temperatura più bassa del rosso, in quanto più fresco. In generale si tende a conservare il vino bianco a 10 o 12 gradi in un ambiente con il 60-80% di umidità. Le aziende vinicole tengono il vino nelle botti in cantine sotterranee per aumentarne la qualità e ottenere una conservazione ottimale con una temperatura naturale. Come il vino rosso, una volta imbottigliato il bianco va tenuto in orizzontale in modo da impedire infiltrazioni d’aria attraverso il tappo di sughero. 

 

Valore nutrizionale

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, il vino bianco in quanto bevanda alcolica non scherza affatto, quindi diciamo che non si consiglia il consumo giornaliero. Le calorie contenute nell’alcol possono arrivare fino al 90% nella maggior parte delle bottiglie, quindi un solo calice di vino può influire parecchio sull’apporto calorico che diamo al nostro corpo durante un pasto. Gli zuccheri e i grassi sono assenti, i primi si trovano solo durante la fermentazione per poi venire eliminati. In teoria è consigliabile bere un solo calice di vino a settimana, magari per accompagnare un pasto durante il fine settimana, senza però esagerare. 

Bere responsabilmente

Sebbene il vino bianco sia meno ‘aggressivo’ del vino rosso, non bisogna mai eccedere nel suo consumo. I vini bianchi forti hanno una gradazione alcolica del 13%, mentre quelli più forti arrivano al 14%. Si tratta quindi di una bevanda che può alzare il tasso alcolico nel sangue, quindi non è consigliabile bere un calice e poi mettersi subito alla guida. Attenzione inoltre, perché il sapore fresco e piacevole del vino bianco può indurre a berne più del previsto, specialmente durante un pranzo a base di pesce estivo. In ogni caso è sempre bene assumere vino bianco a stomaco pieno e aspettare qualche ora prima di mettersi alla guida, nel caso si sia consumato più di un calice.

 

 

 

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