I 10 migliori gin italiani

Ultimo aggiornamento: 28.10.20

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L’Italia è terra di poeti, marinai e anche produttori di gin; nel nostro Paese ci sono almeno una quarantina di distillerie che si dedicano alla sua commercializzazione, spesso seguendo antiche ricette.

 

Diciamoci la verità, all’Italia sono stati riconosciuti tanti meriti ma tra questi di certo non c’era la produzione di gin, un alcolico tipicamente anglosassone. Come tutti sappiamo, i tempi cambiano, la ruota gira e potremmo continuare con una sfilza di frasi fatte per dire che l’Italia già da qualche tempo vanta una serie di produttori di gin di tutto rispetto… rispetto guadagnato anche all’estero. Le nostre distillerie, dunque, non sono più conosciute soltanto per le ottime grappe o per l’acquavite ma anche per il gin. 

Ma quante sono le distillerie che si dedicano alla produzione artigianale del gin? A occhio e croce saranno almeno una quarantina e, sebbene il gin più venduto ancora non parli italiano, il traguardo non è detto che sia lontano. Non vogliamo perdere ulteriore tempo con l’introduzione perché siamo ansiosi di presentarvi degli ottimi gin made in Italy ma permetteteci una precisazione, quella che segue non è una classifica, non è nostra intenzione dire che il gin X è migliore del gin Y e ci dispiace fin da subito per chi non verrà citato ma, come detto, ci saranno almeno una quarantina di distillerie e menzionarle tutte sarebbe impossibile.

 

Riviera Gin

Il nome dovrebbe lasciar intendere le origini della distilleria, naturalmente la Romagna, Rimini per la precisione. La particolarità del Riviera è che è prodotto con distillato di vino quando è quello di cereali che solitamente si usa. Prodotto romagnolo ma anche toscano in quanto è lì che avviene materialmente la produzione. Intorno alla nascita di questo gin c’è una storia particolare, che si tratti di leggenda o realtà non lo sappiamo. Ad ogni modo la ricetta apparteneva al bisnonno dei due imprenditori che hanno messo in commercio il gin. 

Ma da dove salta fuori la “formula”? Ebbene, a quanto pare la casa del bisnonno fu presa dagli inglesi che la utilizzarono come centro di comando durante le operazioni della Seconda Guerra Mondiale. A uno degli ufficiali non sfuggì la produzione di vino e grappa del padrone di casa così mise a punto una ricetta che non prevedesse l’uso di orzo e frumento, evidentemente non disponibili. Naturalmente la ricetta è un segreto di famiglia.

Luxardo

Il London Dry Gin Luxardo è famoso anche all’estero. Sono nove le erbe botaniche  alla base di questo distillato che la famiglia Luxardo produce fin dai primi del ‘900. Il prodotto richiede l’infusione in alambicchi per 24 ore, una affinatura per 19 giorni prima di essere filtrato. Il Luxardo che però bevono all’estero è diverso, la ricetta prevede differenti erbe botaniche.

 

Be8

Si tratta di un gin dal gusto equilibrato e armonico. Il processo per ottenere il gin prevede la distillazione dei botanici estratti singolarmente. Dopo questa prima fase i botanici vengono assemblati e ridistillati in alambicco per due volte. La ridistillazione avviene su base di alcol di grano proveniente da colture bio.

 

Berto London Dry Gin

L’antica Distilleria Quaglia propone il Berto London Dry Gin e si trova a Castelnuovo Don Bosco, in provincia di Asti. Il gin è realizzato con cinque botaniche, ossia, rosmarino, alloro, assenzio, iris e naturalmente ginepro. Da notare l’assenza di agrumi che solitamente sono sempre presenti nei gin.

 

Imea Gineprina d’Olanda

Abbastanza antica la ricetta per questo gin, è datata 1897. Tra gli ingredienti troviamo l’anice, i fiori di garofano, il macis e la cannella. Fonte d’ispirazione per questo prodotto è il jenever olandese che poi è l’antenato del gin come lo conosciamo oggi.

 

Marconi 46

Prodotto nell’altopiano di Asiago dalla distilleria Poli, il suo aroma è caratterizzato da bacche di ginepro, pino cembro, cardamomo, uva moscato, menta e pino mugo. Come nasce il nome di questo gin? Beh, diciamo che non è un omaggio al celebre inventore, almeno non direttamente. La distilleria si trova in via Marconi ma 46 non è il numero civico come si potrebbe pensare bensì la gradazione alcolica.

 

PiùCunque Threespirits

Un gruppo di amici con la passione per il gin ma anche lungimiranti imprenditori hanno dato vita al PiùCinque, nome che fa riferimento al grado di intensità delle botaniche italiane che compongono la ricetta, ovvero, la salvia con il suo incredibile aroma, il bergamotto che con le sue proprietà balsamiche dà carattere al gin, ginepro, artemisia, mandorlegingercurcuma, iris, citrius e angelica. Il risultato è un gin cristallino dal grande impatto olfattivo dove si avvertono chiaramente le note agrumate. Il gusto è secco, avvolgente e deciso.

 

The Greedy Gin

La creazione del gin si deve a due mixologist di Padova ma il prodotto è distillato presso una piccola distilleria inglese. Sono tredici le erbe botaniche che compongono Greedy Gin dando vita a un gusto complesso e ricco.

 

Tovel’s gin

La distilleria Valentina si tramanda i suoi segreti dal 1872, si trova nel parco naturale Adamello Brenta, dunque siamo sulle Dolomiti trentine. Dalle sponde del lago Tovel arrivano le 9 botaniche che danno vita al gin: in particolare troviamo il ginepro alpino, fiori di sambuca, frassino Orniello, scorze di limone della riviera del garda, pino mugo, semi di cumino, genziane, angelica, e bacche rosse. Come potete immaginare si tratta di un gin molto profumato che si fa bere con piacere.

Gin Bordiga

Dal 1988 ad oggi il processo di produzione di questa antica distilleria  è rimasto pressoché fedele alla tradizione. Ubicata sulle alpi cuneesi tra i suoi prodotti ci sono tre varietà di gin: il Dry Bordiga che è un London Dry, il Gin Rosa che ottiene il suo colore grazie alla distillazione con boccioli di rosa e l Gin Smoke, quest’ultimo è nato per caso, si usa il ginepro affumicato: l’idea venne dopo che delle bacche di ginepro furono dimenticate accanto a una stufa. A questi si aggiunge l’Occitan Dry che però serve per le miscelazioni.

 

 

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