Ichnusa: il significato del nome e la storia di questa birra sarda

Ultimo aggiornamento: 05.12.21

 

La birra sarda per eccellenza, Ichnusa, è ricca di storia e le sue radici sono ben salde. A partire dal nome stesso, che ricorda l’antico appellativo della Sardegna, fino alla bandiera dei quattro mori.

 

Un vero e proprio orgoglio sardo, come recita d’altronde anche il motto stesso della compagnia: Ichnusa ha un’anima sarda ed è espressione della forte identità culturale degli abitanti dell’isola. Attraverso la degustazione della birra Ichnusa la storia e il carattere della Sardegna possono essere percepiti anche da chi non vive il territorio, rivelandosi uno dei migliori prodotti italiani.

 

Ichnusa significato

Ma cosa significa di preciso il termine Ichnusa? Bisogna tornare indietro nel tempo, all’epoca dei Greci per trovare il termine “Ιχνούσσα”, letto Ichnussa, con cui era conosciuta la Sardegna. La traduzione letterale è “impronta”, perché la conformazione dell’isola ricordava vagamente ai primi esploratori quella di un’impronta lasciata indossando un sandalo. Ciò si sposava bene anche con la leggendaria creazione del territorio: secondo il mito, le divinità crearono la terra dalla materia contenuta in un sacco, quando non restarono altro che sassi, li lanciarono sui mari e li calpestarono. L’isola che ne nacque era la Sardegna, molto rocciosa e priva di vegetazione, per questo gli dei decisero di trasferire da altri luoghi splendide piante e animali per darle un aspetto fantastico.

La Sardegna d’altronde è una terra di contrasti, con pianure naturali, coste rocciose con pareti a picco che danno direttamente sul mare, canyon e vegetazione rigogliosa, un luogo tutto da scoprire, magari sorseggiando una Ichnusa.

Birrificio Ichnusa

La storia della birra sarda inizia nel 1911, quando Aristide Giorgetti e Antonio Birocchi, rilevarono un terreno nel comune di Cagliari, dove realizzarono un birrificio con macchinari provenienti dalla Germania, fondando ufficialmente nel 1912 l’Industria Birraria Ichnusa. Nonostante un buon inizio, la compagnia si trovò in difficoltà a causa dell’investimento iniziale per iniziare la produzione, ed è in questo contesto che comparve uno dei più grandi imprenditori sardi dell’epoca, Amsicora Capra, attivo nella produzione del vino. Propose ai due soci in difficoltà un finanziamento, creando una nuova società che permettesse all’Industria Birraria Ichnusa di entrare nel portafoglio della Vinalcool di Capra. È così che nel 1915 venne fondata la Società Anonima Birreria Ichnusa, fino almeno al 1940 quando venne assorbita completamente da Vinalcool.

I primi 30 anni della produzione videro una diffusione esclusivamente a livello locale, la birra Ichnusa era infatti consumata principalmente in Sardegna e non era ancora il brand odierno, popolare in tutta Italia e anche a livello internazionale. La battuta d’arresto arrivò soprattutto con il periodo della seconda guerra mondiale, quando alcuni stabilimenti furono trasformati in rifugi per la popolazione.

A partire dal 1945, con lo spettro del conflitto mondiale ormai alle spalle, la produzione riprese e gli introiti generati permisero di inaugurare, nel 1967, il primo birrificio in Italia con serbatoi di fermentazione cilindro-conici di tipo verticale. Fu costruito ad Assemini, una zona scelta accuratamente per la notevole presenza di falde acquifere.

 

Non solo birra

Ichnusa, in questo periodo, non produsse esclusivamente birra, ma il brand realizzò anche alcune bevande analcoliche come il chinotto e l’aranciata, oggigiorno però abbandonati in favore di una più ampia selezione di birre.

Nel 1981 la produzione aumentò notevolmente, tanto da attirare l’interesse di competitor internazionali. Fu così che nel 1986 si concluse l’acquisizione di Birra Ichnusa da parte di Heineken Italia che non alterò in alcun modo la linea produttiva della birra sarda. Oltre a utilizzare ancora la ricetta classica, lo stabilimento di Assemini fu mantenuto e ampliato. Per sottolineare il retaggio della birra, venne anche scelto il popolare logo Ichnusa che oggi è possibile vedere campeggiare su ogni bottiglia e confezione: la bandiera dei quattro mori.

 

Ichnusa logo, storia e origine

Per comprenderne il significato bisogna tornare al 1281, quando si ha la prima attestazione di questa bandiera usata dall’isola. La croce di San Giorgio su campo bianco fu il vessillo inviato da Benedetto VII all’isola, invito a scacciare i Mori, le quattro teste che rappresentano quelle dei Re invasori furono apparentemente aggiunte in seguito, quando Pietro I d’Aragona volle festeggiare la vittoria di Alcoraz su questi ultimi. Non si tratta comunque di un vessillo privo di contraddizioni la cui origine è ancora molto confusa e dibattuta, tuttavia è innegabile che sia entrato ormai a far parte della tradizione locale poiché utilizzato in modo ufficiale da centinaia di anni. Non è un caso dunque che, per rilanciare la Birra Ichnusa in tutto il mondo, sia stata scelta proprio questa bandiera.

 

Ichnusa bendata

Un piccolo rituale forse sconosciuto ai più ma chiaramente spiegato dal sito ufficiale del brand. In Sardegna è normale chiedere una “Ichnusa bendata”, ovvero dopo averla stappata viene avvolto attorno al collo un fazzoletto, in modo da evitare che eventuali impurità ne alterino il gusto prima di versarla nel bicchiere per birra.

L’offerta Ichnusa

Le birre della compagnia sono svariate ed è possibile trovarne una adatta ai propri gusti: abbiamo la classica Ichnusa, così come veniva realizzata nel 1912; l’Ichnusa non filtrata, nata proprio ad Assemini, si tratta di una birra corposa poiché realizzata con malto d’orzo e ricca di lieviti in sospensione; a seguire troviamo l’Ichnusa Cruda, creata in occasione del centenario del brand, una birra non pastorizzata e molto fresca; infine l’Ichnusa limone, composta al 40% da birra Ichnusa e 60% da succo di limone, bevuta principalmente durante il periodo estivo per far fronte al caldo torrido, con solo il 2% di alcol.

La locale Ichnusa non è l’unica birra della regione, sono infatti moltissime le birre artigianali sarde che meritano di essere assaggiate, segno di una passione e attenzione alla produzione birraia che va ben oltre i grandi nomi, le multinazionali e i brand più famosi. Qualora vi troviate sull’isola, quindi, tra una Ichnusa e l’altra, non dimenticate di andare anche a caccia dei micro birrifici sardi.

 

 

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